PER I PRIMI CINQUANT’ANNI DI CRITICA DEL DIRITTO

di Paolo Ferrua

Sommario: 1. Critica del diritto e la difesa del processo accusatorio. – 2. Critica del diritto e Questione giustizia: due riviste ideologicamente solidali pur nel diverso approccio ai temi della giustizia

1. Critica del diritto e la difesa del processo accusatorio.

Sono lieto di partecipare all’incontro per i primi cinquant’anni di Critica del diritto, una rivista alla quale sono particolarmente affezionato per almeno due ragioni.

La prima riguarda quella che oserò definire la sua gloriosa ‘crociata’ per l’affermazione del processo accusatorio. Entrato in vigore sotto gli sguardi omicidi di una buona parte dei magistrati che immediatamente lo deferirono alla Corte costituzionale, il modello accusatorio ha sempre trovato un prezioso sostegno in Critica del diritto: anzitutto, nella fase della sua elaborazione; poi nella svolta inquisitoria quando la Corte costituzionale con tre sentenze, che rappresentano la parte più desolante della sua giurisprudenza, lo colpì nel punto più vulnerabile, l’irrilevanza probatoria delle dichiarazioni raccolte unilateralmente dagli organi inquirenti (sentenze nn. 24, 254 e 255 del 1992); nella successiva fase della sua ricostituzione con la riforma costituzionale del giusto processo (art. 111 Cost.), realizzata nel 1999 e tradotta nel codice con la legge ordinaria del 2001; e, infine, nella più recente e profonda crisi che oggi nuovamente attraversa il modello accusatorio per effetto della riforma Cartabia, la quale ha improvvidamente spostato l’asse del processo verso la fase delle indagini preliminari.

Continua la lettura sul n. 1 del 2024