TUTELA” E “GARANZIA”: SINONIMO APPARENTE. QUALCHE RIFLESSIONE NEL CINQUANTENNALE DI “CRITICA DEL DIRITTO”

di Luigi Stortoni

SOMMARIO: 1. Un nodo irrisolto. – .2 I frutti avvelenati. – .3 Concludendo

1. Un nodo irrisolto

La celebrazione del mezzo secolo di “Critica del Diritto” vuol anch’essere occasione di bilanci critici del passato in funzione del futuro.

Trascuro – ma certo non sottovaluto – i plurimi, innegabili e non indifferenti meriti della rivista per soffermare l’attenzione su di un nodo di fondo che – complice forse la pluridisciplinarità della stessa – mi pare resti insoluto.

Vi allude non a caso il bel saggio del suo fondatore e animatore, shakespearianamente titolato Garantismo o liberalismo. Questo è il problema? comparso sulla rivista qualche anno fa1.

Il punto di domanda si pone significativamente a suggello dell’intero testo e non a chiudere l’alternativa d’esordio; ché non è fra i due sistemi che si pone questione, ma nel chiedersi se essa stessa costituisca un problema.

Rapportato al diritto, la traduzione – pur approssimativa – del discorso pare riferirsi alla problematica convivenza tra la funzionalizzazione del sistema giuridico alla realizzazione sostanziale dei diritti dei soggetti socialmente svantaggiati da un lato e, dall’altro, la tutela del diritto di libertà rispetto allo Stato.

 

 

Continua la lettura sul n. 1 del 2024.