{"id":2128,"date":"2024-10-15T14:56:56","date_gmt":"2024-10-15T12:56:56","guid":{"rendered":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128"},"modified":"2024-10-15T14:56:56","modified_gmt":"2024-10-15T12:56:56","slug":"dove-va-la-giustizia-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128","title":{"rendered":"Dove va la giustizia civile"},"content":{"rendered":"<p><em>di Dario Raffone*<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 opinione diffusa che la giustizia italiana versi oggi in una crisi profonda. Tale crisi, descritta spesso da sistemi di comunicazione frettolosi se non interessati, ha cause esogene ed endogene.<\/p>\n<p>Con riferimento alle prime, l\u2019analisi deve riguardare questioni pi\u00f9 vaste e complesse rispetto al comparto in questione.<\/p>\n<p>\u00c8 giunta a compimento, nella societ\u00e0 della modernit\u00e0 neoliberistica, la solitudine dell\u2019individuo che ha radici risalenti financo nella stessa dialettica dell\u2019Illuminismo (Adorno). Dialettica liberatrice dai legami e dai privilegi di ceto e di status dell\u2019\u201cancien r\u00e9gime\u201d non pi\u00f9 tollerabili.<\/p>\n<p>Ma al tempo stesso, \u00e8 anche vero che la libert\u00e0 ha, per sua sodale compagna, la solitudine se non \u00e8 innervata da afflati comunitari.<\/p>\n<p>La solitudine <em>dell\u2019io senza l\u2019altro<\/em> collide col progetto della nostra Costituzione basata su valori di solidariet\u00e0 e partecipazione.<\/p>\n<p>Sembra, invece, che tali valori oggi siano declinanti per la prevalenza di domande e bisogni relativi ad esigenze individuali senza ulteriori mediazioni che non siano quelle del mercato. Il mercato \u00e8 il luogo dove l\u2019individuo moderno trova tutte le sue risposte.<\/p>\n<p>Anche quelle economiche, anzi principalmente queste che, in realt\u00e0, sono il motore di tutti i processi.<\/p>\n<p>La trasformazione delle relazioni umane e sociali (in passato mediate da corpi sociali di varia natura come famiglie, sindacati, partiti) in diritti individuali coercibili determina una singolare contraddizione: una crisi profonda delle giurisdizioni a dispetto della loro perdurante e crescente centralit\u00e0.<\/p>\n<p>Naturalmente, le vicende umane non sono riducibili interamente a mero calcolo economico per cui le frizioni e le contraddizioni aumentano man mano che le domande di benessere generale (il c.d. welfare) vengono disattese sotto l\u2019incalzante spinta delle necessit\u00e0 \u201coggettive\u201d (il debito pubblico, i mercati, la necessit\u00e0 di mettere a profitto pezzi ed organizzazioni di societ\u00e0 dapprima sottratti ad esso quali sanit\u00e0, istruzione e, non da ultimo, giustizia). Tutto ci\u00f2 determina crescenti divari ed ineguaglianze che un tempo si sarebbero dette \u201cdi classe\u201d e che oggi vengono occultate da veli ideologici apparentemente non squarciabili.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di un discorso generale sulla giustizia, e in special modo per quanto concerne la giustizia penale, tale tendenza \u00e8 ben visibile. Una tendenza caratterizzata da una perenne emergenza sulla cui base si formulano previsioni di reato sempre pi\u00f9 specifiche (rave parties, omicidi marittimi, ecc.).<\/p>\n<p>Al tempo stesso, si allargano le maglie del sistema in favore dei reati dei colletti bianchi con previsioni sia sostanziali (da ultimo l\u2019abolizione del reato di abuso d\u2019ufficio, a dispetto delle plurime crescenti tipizzazioni succedutesi nel tempo) e sia procedurali (intercettazioni). Fenomeno questo, per la verit\u00e0, marcatamente italiano attesa la debolezza della nostra classe politica.<\/p>\n<p>La giustizia penale sembra destinata a svolgere sempre pi\u00f9 una funzione simbolica e a governare, pi\u00f9 che fatti specifici, il rumore di fondo di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 smarita e sempre meno solidale.<\/p>\n<p>Discorso solo apparentemente diverso merita la giustizia civile la cui indubbia complessit\u00e0 e tecnicit\u00e0 ne occultano i nessi fondamentali. Inoltre, a differenza del settore penale, l\u2019aspetto che maggiormente sembra oggi interessare sono i rapporti della c.d. \u201cconflittualit\u00e0 negoziale\u201d che sono la chiave delle regolazioni interindividuali nelle societ\u00e0 del tempo attuale. In sintesi, scambi commerciali, gestioni contrattuali, definizioni sollecita di controversie di tale natura, recupero immediato dei crediti litigiosi.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 della merce, il cuore di essa \u00e8 lo scambio con tutte le relative frizionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Per questo tutte le controversie che riguardano i diritti di minor impatto mercantile, come quelle relative a diritti reali, domenicali, hanno un peso calante e non illuminano il cuore dei problemi.<\/p>\n<p>Le stesse questioni, pur rilevanti, che riguardano le controversie familiari e i diritti c.d. fondamentali sono anch\u2019esse meno indicative delle esigenze di fondo del sistema.<\/p>\n<p>Diritti personali, familiari, di genere danno luogo a contrasti che sembrano anch\u2019essi essere parte rilevante del discorso sulla giustizia civile. Ma in realt\u00e0, a dispetto di ci\u00f2 che ritengono quei giudici che si sentono investiti della missione di spostare in avanti gli equilibri sociali del Paese in questi ambiti, tali questioni sono un campo scarsamente illuminante sia in termini quantitativi che qualitativi ai fini di un discorso sulle tendenze della giustizia civile e sulle parole d\u2019ordine che su di essa vengono spese.<\/p>\n<p>Un passo indietro. La riferita emergenza che connota il comparto penale \u00e8 specchio di una societ\u00e0 in perenne disequilibrio. Questo stato di cose ha origine nelle tendenze neomercantilistiche che tendono ad orientare tutta la societ\u00e0 secondo schemi coerenti con tali logiche, <em>in primis<\/em> la concorrenza e l\u2019attacco all\u2019idea del lavoro come elemento di stabilit\u00e0 sociale. Ma, poi, va di pari passo con il tramonto di assetti familiari, valori religiosi, di quei binari di stabilit\u00e0 che connotavano la nostra societ\u00e0 sino ad un trentennio addietro.<\/p>\n<p>Sono in corso tumultuosi cambiamenti e lo si vede bene specialmente nel degradato interesse per la famiglia c.c. \u201ctradizionale\u201d e nelle nuove tipologie che di essa ci fornisce l\u2019esperienza quotidiana. Si affacciano, qui, temi di natura filosofica e sociologica, pur fondamentali ma che non possono essere in questa sede affrontati.<\/p>\n<p>Basti dire, qui, che tutte queste vicende, da un lato, mettono in tensione lo stesso concetto di libert\u00e0 individuale e, dall\u2019altro, sono foriere di nuove visioni di vita, nuove relazioni, nuovi assetti.<\/p>\n<p>Tornando, ora alla giustizia civile, ci si deve interrogare su quanto appena riferito.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 cos\u00ec (de)strutturata, liquida (per dirla con un abusato vocabolo), a cosa deve servire la giustizia civile?<\/p>\n<p>Vengono in rilievo due esigenze fra loro apparentemente contraddittorie: da un lato quella di costituire punti fermi di certezza per la dinamica dei rapporti, sia economici che personali, dall\u2019altro quella di essere un apparato anche in grado di cogliere ed accompagnare i mutamenti tumultuosi che la realt\u00e0 quotidiana propone all\u2019interprete.<\/p>\n<p>Questo duplice aspetto viene tenuto costantemente in ombra. Si assiste, al riguardo, al tentativo di forzare il rapporto tra giurisdizione di legittimit\u00e0 e giurisdizione di merito, spingendo verso un sistema di precedenti in termini e di \u201cprosciugamento\u201d della motivazione con l\u2019invito a motivare attraverso i c.d. \u201cprecedenti in termini\u201d.<\/p>\n<p>Viene assunta, come giustificazione di quanto precede e rendendola un valore da perseguire, la prevedibilit\u00e0 della decisione giudiziaria (che \u00e8 certamente un valore se ricondotta nell\u2019ambito della ragionevole interpretazione), ma al tempo stesso si corre il rischio di una ossificazione della giurisprudenza, impedendo alla giurisdizione di merito di valutare la ricchezza delle contraddizioni e dei mutamenti sociali in corso e di proporre alla stessa giurisdizione di legittimit\u00e0 quei cambiamenti di indirizzo necessari ad aggiustare il tiro della regolazione giuridica.<\/p>\n<p>Il grimaldello per questa (riuscita) operazione \u00e8 stato il mantra dell\u2019efficienza con tutti i suoi strascichi in termini di rilevazioni statistiche, programmi di gestione, carichi esigibili standard di rendimento che hanno prodotto un duplice risultato: 1) tenere sotto scacco giudici e dirigenti da parte di agguerrite nomenclature consiliari e ministeriali (e quindi politico-partitiche), consapevolmente o, peggio ancora, inconsapevolmente al servizio di un progetto occulto, quale quello sopra indicato (le esigenze sistemiche del sistema neoliberista); 2) produrre un mutamento culturale nel corpo dei giudici civili sempre pi\u00f9 piegati a logiche burocratiche ed impiegatizie.<\/p>\n<p>Si esalta la concisione arrivando a prescrivere anche il numero delle pagine degli atti difensivi, il tipo di carattere, la interlineatura degli stessi (v. D.M n.110\/2023 del Ministro della Giustizia).<\/p>\n<p>Lo sesso concetto di \u201cprudentia\u201d viene irriso, anche all\u2019interno di settori della stessa magistratura, in uno alla critica del modello di giudice quale interprete dell\u2019\u201cars boni et aequi\u201d, l\u2019unico, in realt\u00e0, capace di dare vita e linfa alle parole delle legge mediante l\u2019interpretazione adeguatrice.<\/p>\n<p>In disparte il complesso discorso che riguarda quest\u2019ultima (su cui certamente bisogna esercitare quella \u201cprudentia\u201d in sintonia con orientamenti generali della societ\u00e0 e non di quelli personalissimi del singolo pratico), va anche detto che privare l\u2019interprete di questo potere schiude scenari che possono rendere possibile, in un tempo anche non troppo lontano, la sua graduale sostituzione con strumenti algoritmici.<\/p>\n<p>Al riguardo, emerge un ulteriore spunto di analisi, che \u00e8 quello del rapporto tra giurisdizione civile e intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima arriva (e arriver\u00e0 in forme sempre pi\u00f9 pervasive) su un campo che \u00e8 stato gi\u00e0 ampiamente preparato per il suo accoglimento.<\/p>\n<p>Ci si riferisce a quanto gi\u00e0 riferito circa l\u2019utilizzo dei precedenti in termini, a decisioni per \u201cmassime\u201d, alla possibilit\u00e0 di decidere senza eccessive \u201cfatiche\u201d motivazionali, al previsto utilizzo di modelli pre-formati.<\/p>\n<p>Da questo punto vista, l\u2019intelligenza artificiale metter\u00e0 a sistema queste tendenze e i decreti attuativi della riforma Cartabia (in particolare quello sul modo di scrivere gli atti difensivi) ne sono una chiara antifona.<\/p>\n<p>Allora quali sono i compiti di una magistratura all\u2019altezza di queste sfide?<\/p>\n<p>In relazione a questi compiti \u00e8 necessario porsi delle ulteriori domande: quale modello di giudice civile si ritiene di dover difendere? Ed ancora: il modello \u201ctradizionale\u201d oggi totalmente schiacciato da contingenze asseritamente oggettive, \u00e8 in grado di reggere la domanda di giustizia che verso di esso si rivolge?<\/p>\n<p>A quest\u2019ultima domanda dobbiamo onestamente rispondere con alcune precisazioni: il contenzioso civile \u00e8 esploso alla fine del secolo scorso quando le sopravvenienze annuali sono passate da 300.000 a 2.000.000. Complici mutamenti strutturali dei rapporti sociali, nuovi orizzonti di senso individuali che non possono essere qui compiutamente analizzati.<\/p>\n<p>Oggi le sopravvenienze sono in calo da epoca precedente alla stessa pandemia, che ha inferto duri colpi alla possibilit\u00e0 di rivolgersi alla giustizia, attesi i suoi costi (ne \u00e8 pensabile ampliare l\u2019esperienza, foriera di distorsioni e costi inauditi, del sistema del gratuito patrocinio).<\/p>\n<p>Al tempo stesso, il rito civile riesce, da tempo, a smaltire ogni anno, sia pure in misura lieve, un numero superiore di fascicoli rispetto alle sopravvenienze con tribunali virtuosissimi ed altri letteralmente comatosi (ma qui bisognerebbe fare un altro discorso sulle piante organiche e rilevare, in questi ambiti, la perdurante valenza della pi\u00f9 generale questione meridionale).<\/p>\n<p>Il problema attuale della giustizia civile \u00e8 dato dal c.d. \u201cmagazzino dell\u2019arretrato\u201d, sicuramente cospicuo (oltre 2 milioni di processi, compresi per\u00f2 i procedimenti infratriennali) e che si \u00e8 scelto di aggredire con il potenziamento del c.d. \u201cUfficio del Processo\u201d, attraverso il reclutamento di un enorme numero di giovani laureati, assunti precariamente per 3 anni. Una soluzione costosissima che non garantisce affatto la risoluzione del problema nei termini imposti al PNRR per la quasi totalit\u00e0 degli uffici giudiziari (come \u00e8 gi\u00e0 possibile rilevare). Laddove sarebbe stato pi\u00f9 saggio e meno costoso affidare tale arretrato ad una sorta di nuovo giudice aggregato composto da avvocati e magistrati in pensione con costi sicuramente pi\u00f9 contenuti.<\/p>\n<p>Rimane, per\u00f2, in conclusione, una domanda di fondo: qual \u00e8 la ragionevole durata di un processo nella societ\u00e0 dell\u2019intelligenza artificiale?<\/p>\n<p>Su ci\u00f2 bisognerebbe aprire un discorso di ragionevolezza (questa s\u00ec), tornare a dialogare col potere politico in forma serena e propositiva come era un tempo.<\/p>\n<p>Un auspicio condivisibile ma scarsamente realistico oggi, se non altro perch\u00e9, ai bei tempi, anche il potere politico era un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p>Ci si potrebbe quindi chiedere il perch\u00e9 di tante analisi, di tanti sforzi interpretativi di tanto disagio che toccano teorici e pratici del diritto.<\/p>\n<p>Forse solo perch\u00e9 essi non intendono dismettere la loro umanit\u00e0 e continuano a pensare che, comunque vada, una battaglia in difesa di principi meritevoli di tali sforzi sia semplicemente ineludibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* Presidente di sezione del Tribunale di Napoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dario Raffone* &nbsp; \u00c8 opinione diffusa che la giustizia italiana versi oggi in una crisi profonda. Tale crisi, descritta spesso da sistemi di comunicazione frettolosi se non interessati, ha cause esogene ed endogene. Con riferimento alle prime, l\u2019analisi deve riguardare questioni pi\u00f9 vaste e complesse rispetto al comparto in questione. \u00c8 giunta a compimento, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":757,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,14],"tags":[],"class_list":["post-2128","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riforma-continua","category-saggi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.9 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dove va la giustizia civile - Rivista Critica del Diritto<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dove va la giustizia civile - Rivista Critica del Diritto\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Dario Raffone* &nbsp; \u00c8 opinione diffusa che la giustizia italiana versi oggi in una crisi profonda. Tale crisi, descritta spesso da sistemi di comunicazione frettolosi se non interessati, ha cause esogene ed endogene. Con riferimento alle prime, l\u2019analisi deve riguardare questioni pi\u00f9 vaste e complesse rispetto al comparto in questione. \u00c8 giunta a compimento, [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rivista Critica del Diritto\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/criticadeldiritto\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-10-15T12:56:56+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"492\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"216\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"criticadeldiritto\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"criticadeldiritto\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128\"},\"author\":{\"name\":\"criticadeldiritto\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/person\/a9595627ae1b3d22d0c30e073e833227\"},\"headline\":\"Dove va la giustizia civile\",\"datePublished\":\"2024-10-15T12:56:56+00:00\",\"dateModified\":\"2024-10-15T12:56:56+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128\"},\"wordCount\":1858,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg\",\"articleSection\":[\"Riforma continua\",\"Saggi\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128\",\"url\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128\",\"name\":\"Dove va la giustizia civile - Rivista Critica del Diritto\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg\",\"datePublished\":\"2024-10-15T12:56:56+00:00\",\"dateModified\":\"2024-10-15T12:56:56+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg\",\"width\":492,\"height\":216},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Rubriche\",\"item\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?cat=96\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Riforma continua\",\"item\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?cat=15\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":4,\"name\":\"Dove va la giustizia civile\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/\",\"name\":\"Rivista Critica del Diritto\",\"description\":\"Rassegna di dottrina, giurisprudenza, legislazione e vita giudiziaria\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#organization\",\"name\":\"Rivista Critica del Diritto\",\"url\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/logo_RCD.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/logo_RCD.png\",\"width\":473,\"height\":140,\"caption\":\"Rivista Critica del Diritto\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/criticadeldiritto\/\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/person\/a9595627ae1b3d22d0c30e073e833227\",\"name\":\"criticadeldiritto\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d8009708d2d8cb91d3af442d4ca2b098e4aaf571538b3b22d3d86ce5f11e1ecf?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d8009708d2d8cb91d3af442d4ca2b098e4aaf571538b3b22d3d86ce5f11e1ecf?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"criticadeldiritto\"},\"url\":\"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?author=2\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Dove va la giustizia civile - Rivista Critica del Diritto","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Dove va la giustizia civile - Rivista Critica del Diritto","og_description":"di Dario Raffone* &nbsp; \u00c8 opinione diffusa che la giustizia italiana versi oggi in una crisi profonda. Tale crisi, descritta spesso da sistemi di comunicazione frettolosi se non interessati, ha cause esogene ed endogene. Con riferimento alle prime, l\u2019analisi deve riguardare questioni pi\u00f9 vaste e complesse rispetto al comparto in questione. \u00c8 giunta a compimento, [&hellip;]","og_url":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128","og_site_name":"Rivista Critica del Diritto","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/criticadeldiritto\/","article_published_time":"2024-10-15T12:56:56+00:00","og_image":[{"width":492,"height":216,"url":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"criticadeldiritto","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"criticadeldiritto","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128"},"author":{"name":"criticadeldiritto","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/person\/a9595627ae1b3d22d0c30e073e833227"},"headline":"Dove va la giustizia civile","datePublished":"2024-10-15T12:56:56+00:00","dateModified":"2024-10-15T12:56:56+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128"},"wordCount":1858,"publisher":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg","articleSection":["Riforma continua","Saggi"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128","url":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128","name":"Dove va la giustizia civile - Rivista Critica del Diritto","isPartOf":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg","datePublished":"2024-10-15T12:56:56+00:00","dateModified":"2024-10-15T12:56:56+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#primaryimage","url":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg","contentUrl":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0001-786x1024.jpg","width":492,"height":216},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?p=2128#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Rubriche","item":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?cat=96"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Riforma continua","item":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?cat=15"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"Dove va la giustizia civile"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#website","url":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/","name":"Rivista Critica del Diritto","description":"Rassegna di dottrina, giurisprudenza, legislazione e vita giudiziaria","publisher":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#organization","name":"Rivista Critica del Diritto","url":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/logo_RCD.png","contentUrl":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/logo_RCD.png","width":473,"height":140,"caption":"Rivista Critica del Diritto"},"image":{"@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/criticadeldiritto\/"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/person\/a9595627ae1b3d22d0c30e073e833227","name":"criticadeldiritto","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d8009708d2d8cb91d3af442d4ca2b098e4aaf571538b3b22d3d86ce5f11e1ecf?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d8009708d2d8cb91d3af442d4ca2b098e4aaf571538b3b22d3d86ce5f11e1ecf?s=96&d=mm&r=g","caption":"criticadeldiritto"},"url":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/?author=2"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2128"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2128\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2130,"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2128\/revisions\/2130"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/rivistacriticadeldiritto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}